Sulla Luna estrarremo acqua e ossigeno dalla regolite

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Presto torneremo sulla Luna. La missione Artemis 3, prevista nel 2026, riporterà dopo oltre 50 anni un equipaggio sul suolo lunare, la prima esplorazione umana destinata al Polo Sud del nostro satellite. Con lesuccessive missioni lunari, l’obiettivo di diverse agenzie spaziali sarà quello di stabilire basi permanenti sullasuperficie della Luna, come l’Artemis Base Camp di Nasa o il Moon Village di Esa, che potranno permettereuna presenza umana di lungo periodo.Si aprirà così una nuova era per la scoperta della Luna che potrà essere inaugurata solo dopo aver dimostratola nostra capacità di fornire in loco le risorse vitali per gli astronauti, quindi ossigeno e acqua, e quellenecessarie a sostegno delle basi lunari.Stiamo parlando dell’in situ resource utilization (Isru), ossia produrre questi beni fondamentali sfruttando lematerie prime disponibili sulla Luna svincolandosi così da costosi e complicati rifornimenti dalla Terra.Le risorse è necessario prodursele in loco perché, pur avendo la Luna una gravità che è un sesto di quellaterrestre, per arrivare con un chilo di qualunque cosa sulla superficie lunare bisogna pensare di lanciare unaquantità di massa – quindi mettere sul razzo che parte – una quantità che è almeno 4 volte quella che si vuolelasciare sulla Luna, solo per poter arrivare alla Luna, frenare, rimanere catturati dalla gravità lunare e scenderesulla Luna in maniera soffice, quindi senza schiantarsi. Quindi tutto questo porta a delle masse improponibili.Anche solo per le risorse primarie come possono essere le risorse energetiche, le risorse ovviamente diossigeno e acqua se siamo in presenza umana nel momento in cui si prevede una permanenza di settimane emesi, si deve cercare di essere autosufficienti in loco e di avere delle infrastrutture che siano anche resistentiagli agenti esterni, in questo caso l’ambiente critico spaziale di superficie, per lunghi periodi.Si apre quindi l’immenso campo dello sviluppo tecnologico in situ.Protagonista indiscusso per ottenere in loco risorse fondamentali sarà la regolite lunare, ossia lo strato dipolvere grigia che ricopre la Luna e su cui Neil Armstrong lasciò l’impronta dello storico ‘grande passo perl’umanità’. Accumulatasi a seguito dei numerosi impatti da meteoriti che hanno colpito la Luna, questa sabbiacontiene minerali che si trovano anche sulla Terra, ma soprattutto è costituita per circa il 40% da ossigeno,presente nella regolite in forma solida.

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